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La statua di San Francesco di Paola si trova al confine di Jonadi, precisamente località “petto di Pizzinni” ed è opera del maestro Michele Zappino. Fu dedicata al Santo in onore della sua visita al paese avvenuta nel 1464 e l’inaugurazione del monumento, che oltre alla statua ospita diversi quadri raffiguranti alcune scene della vita del Santo, avvenne nel 2003. Negli anni successivi, grazie ad alcuni lavori, il monumento fu ingrandito e furono aggiunti altri quadri oltre a una grande Croce che domina il paesaggio da sopra il promontorio. A causa di un incendio, tale croce in legno venne danneggiata e nel corso del 2021 fu sostituita con una nuova.
La storia del Santo
Francesco nacque il 27 marzo 1416 a Paola (CS) da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo. Il nome venne dato al bambino in onore a san Francesco d'Assisi, per l'intercessione del quale i due coniugi chiesero la grazia di un figlio, pur trovandosi già in età avanzata. Da bambino, Francesco contrasse una forma grave d'infezione ad un occhio, tanto che i genitori si rivolsero nuovamente all'intercessione del santo d'Assisi. Fecero quindi voto che in caso di guarigione il piccolo avrebbe indossato per un anno intero l'abito dell'ordine francescano. Risolta la malattia e accolto nel convento francescano di San Marco Argentano, vi rimase per un anno, adempiendo alla promessa dei genitori. Il tempo trascorso nella comunità evidenziò le attitudini mistiche del giovane, compresi quei fenomeni soprannaturali che accompagneranno tutta la sua biografia, aumentandone la fama in vita e il culto dopo la morte. Concluso l'anno, i frati avrebbero voluto trattenerlo con loro, ma Francesco conservava il desiderio di conoscere anche altre forme di vita religiosa prima di fare la sua scelta.
Nel 1430 svolse, con la famiglia, un lungo pellegrinaggio avente come meta Assisi. Questo viaggio rappresenta uno dei momenti fondamentali in quanto durante la visita a Roma, egli rimase profondamente turbato dallo sfarzo di un cardinale. Maturava già in lui l’idea riformistica della vita ecclesiastica basata sulla povertà.
Concluso il viaggio e tornato a Paola, Francesco espresse alla sua famiglia la volontà di condurre una vita eremitica, così si ritirò fuori dall’abitato di Paola suscitando grande stupore fra i concittadini, soprattutto per l’austerità del suo modo di vivere. Ben presto cominciarono ad affluire al suo eremo molte persone desiderose di sottoporsi alla sua guida spirituale. Nel 1452, il movimento ottiene il beneplacito dell’ordinamento diocesano e si dotò di un oratorio. I flussi di pellegrini richiamarono l’attenzione di Paolo II che mandò un suo visitatore per indagare sulla vita di Francesco. Fu così che iniziò l’iter giuridico che portò al riconoscimento ufficiale del movimento fondato da Francesco che prese il nome di “Congregazione eremitica paolana di S. Francesco d’Assisi”. Al rifugio eremita di Paola seguirono quelli di Paterno Calabro (1472), Spezzano della Sila (1474), Corigliano Calabro (1476) e Milazzo (1480).
Fin dall’inizio Francesco ebbe fama di grande taumaturgo, i prodigi lo accompagnarono per tutta la vita a partire dalla costruzione dei primi conventi fino al viaggio in Francia.
Gli elementi usati per i suoi miracoli erano davvero i più semplici e a portata di tutti gli uomini, quasi a far capire che non erano essi a far guarire, bensì Dio. Molti dei suoi miracoli impressionarono fortemente letterati e artisti che lo immortalarono nelle loro opere: come il noto passaggio dello Stretto di Messina compiuto sul mantello steso sulle onde del mare. Fu proprio durante il viaggio verso la Sicilia che Francesco fece visita al Paese di Jonadi, pernottando in un’umile casa al confine del paese, sita in via 24 maggio, dove tuttora vi è una targa che ricorda l’evento.
Il Santo si spense il 2 aprile 1507 a Tours.
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