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© 2020 Pro Loco Jonadi

Grotte

In gergo “ I Grutti” si collocano ai confini del Paese di Jonadi, poco prima del promontorio detto “petto di pizzini” in cui sorge il monumento dedicato a San Francesco di Paola. Si tratta di alcune grotte alte circa 8 metri e profonde 30 e sono una delle maggiori caratteristiche del territorio.

 

Alcuni studi eseguiti da noti antropologi attestano che le origini delle grotte risalgano all’età preistorica, a testimonianza dei primi insediamenti rupestri risalenti al XII secolo. In realtà, sebbene abbiano origini storiche, la loro profondità è da attribuirsi agli scavi, effettuati del proprietario delle stesse attorno agli inizi del 900’. Infatti, le pareti delle grotte sono costituite da pietra calcarea dalla quale veniva prodotta la calce, utilizzata per costruire le varie abitazioni. Dagli scavi delle grotte, si prelevava la polvere che veniva successivamente cotta, seguendo determinati procedimenti, nell’apposita fornace presente all’esterno di esse. Ormai della fornace vera e propria rimangono solo alcuni resti, tuttavia si può notare che essa venne costruita fuori terra, con pietre differenti rispetto a quelle delle grotte in quanto più adatte alle alte temperature. Gli anziani del luogo raccontano che la produzione della calce era un processo molto laborioso e inoltre richiedeva la partecipazione di molte persone poiché la temperatura della fornace, oltre che essere molto alta, doveva rimanere costante per molti giorni. Inizialmente per la cottura delle polveri calcaree venivano utilizzate le “frasche” ossia rami ben secchi legati a fasce, successivamente venne utilizzato il carbone. Il processo consisteva nel sistemare sul forno della fornace una robusta grata di ferro su cui venivano alternati uno strato di pietre e uno di carbone fino al riempimento. La fornace riforniva tutti i territori circostanti, fu poi dismessa a causa del difficile reperimento del carbone.

 

Il sito rupestre che presenta un’entrata a caverna fu utilizzato, grazie alle temperature funzionali interne, fresco d’estate e mite in inverno, anche come “magazzino” in cui venivano conservati i raccolti: il grano, l’olio ecc. inoltre sempre grazie alla separazione degli ambienti interni, il luogo si prestava bene alle funzionalità della stalla, per cui vi erano degli spazi riservati al bestiame.

 

Le Grotte furono fino a qualche tempo fa un punto di riferimento per la comunità, come raccontano gli anziani, esse erano quasi una casa, un luogo sicuro in cui rifugiarsi soprattutto durante i bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale.

 

Negli anni le amate Grotte sono state valorizzate attraverso varie manifestazioni, la più nota e importante tra queste, il caratteristico “Presepe Vivente” svolto dal 1990 al 2015, ben 23 edizioni! Una tradizione tipica di Jonadi che si è interrotta per qualche anno e che è stata ripresa nel 2022. La data storica del Presepe Vivente è il 26 dicembre ed esso si sviluppa lungo un determinato percorso per le vie del centro storico di Jonadi. Si tratta un’esperienza davvero unica in quanto vengono messi in scena costumi, usanze, mestieri tipici di un tempo che coinvolgono l’intera comunità. La bellezza di tale presepe è stata riconosciuta a livello nazionale e infatti per ben due volte i “figuranti” di Jonadi sono stati invitati a Matera per prendere parte alla realizzazione del presepe vivente più grande del mondo nello scenico paesaggio dei sassi.

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