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© 2020 Pro Loco Jonadi

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La Chiesa fu consacrata il 25 marzo 2007 da Sua  Em. Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di sua Santità Benedetto XVII e dal Vescovo Monsignor Domenico Cortese. La struttura venne costruita, tra il 1998 e il 2007, su progetto dell’architetto Vincenzo Carone, affiancato da tre colleghi architetti: Salvatore Monteleone, Pasquale Vartulli e Ugo Staropoli. Ad occuparsi invece, del calcolo delle strutture, fu l’ingegnere Nazzareno Fialà.  In totale, l’intera opera occupa 2387 mq di superficie, di cui ben 1500 impegnati con pareti rivestite e può essere considerata sicuramente, soprattutto dal punto di vista strutturale, uno degli edifici più importanti dell’intero territorio jonadese.

 

La Chiesa si presenta in forma moderna- rimanda all’accogliente immagine di un igloo- compatta e massiccia, ben visibile sul territorio. L’opera fu realizzata grazie ai fondi dell’otto per mille della CEI e grazie all’impegno finanziario della diocesi e della comunità. L’edificio futuristico, ellittico in pianta, trova la giusta conclusione in tre absidi e raccoglie diverse suggestioni: le due torri-campanili che affiancano l’ingresso trovano un riscontro negli ieratici templi nord-africani- come biancore delle superfici rimanda a quei contesti assolati- mentre il lastricato irregolare dell’ampio sagrato sembra riprendere le immagini della terra spaccata dal sole cocente.

 

La struttura gode di una funzionalità dinamica, grazie alla triplice divisione degli spazi: aula liturgica al piano superiore, centro parrocchiale al piano terra e in fine la canonica. Sul lato destro all’interno dell’aula trova collocazione la cappella del Santissimo, mentre in corrispondenza, sul lato opposto, vi è situata la sacrestia. L’altare, il punto centrale dove converge l’intera assemblea, contiene la prima pietra dell’erigenda chiesa. All’interno si possono ammirare numerose opere d’arte a cura di Michele Zappino tra cui, in corrispondenza della mensa che si erge su di una pedana marmorea composta da due gradini, vi è in alto una grande scultura in bronzo. Essa raffigura Gesù il Salvatore nell’atto di accogliere i fedeli protendendo verso il popolo le braccia della redenzione. Le travi che sostengono il solaio dell’aula sono a geometria circolare, in cemento armato per mantenere un effetto monolitico. Suggestiva è l’ultima colonna del salone, dove è stata cementata una coroncina che simboleggia la colonna del Santo Rosario di Pompei.

 

All’esterno della Chiesa si estende un ampio prato verde affiancato da diversi spazi per i giovani.

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